Akie Nakata realizza cani, gatti, uccelli e animali selvatici che si possono stringere nel palmo di una mano perchè dipinti su ciottoli che raccoglie durante le sue escursioni nella natura.
L’idea le è venuta nel 2011 quando, durante una passeggiata in riva ad un fiume, la sua attenzione è stata catturata da una roccia che ricordava la forma di un coniglio.
Per Akie le pietre non sono solo una superficie su cui lavorare: l’artista sostiene di provare un sentimento più profondo, una sorta di legame grazie al quale riesce a percepirne la storia e gli accadimenti che nell’arco dei millenni le hanno plasmate. L’atto artistico è “solo” l’ultimo passaggio, la quadratura del cerchio, e consiste nel far emergere dall’elemento naturale un forma di vita già contenuta in esso – se non altro per il fatto che proviene dalla stessa madre terra.
Da un punto di vista meno filosofico e più pratico colpisce l’abilità dell’artista nell’individuare nella forma irregolare della pietra la fisionomia di un determinato animale e lo straordinario grado di realismo che rende le sue opere quasi tattili.